Castelli di sabbia.Tante foto per costruire il tuo primo castello di sabbia.


Vai ai contenuti

la sabbia,gli attrezzi...

La sabbia,gli attrezzi giusti,il luogo ed il progetto.



LA SABBIA, GLI ATTREZZI
Sgombriamo subito il campo da un equivoco: non sono più un bambino da almeno mezzo secolo, sono un nonno di quattro nipoti e ho sessantasei anni.
 La passione di costruire castelli di sabbia mi è nata anni or sono a Lampedusa. Su quelle spiagge aiutandomi con uno stecchino di gelato da passeggio costruii,senza conoscere alcuna tecnica il mio primo castello.
Devo ammettere che non fu un bel lavoro ma da allora mi è presa quasi una piacevole frenesia:
non riesco a starmene fermo su una spiaggia se non costruisco almeno qualche cosa. Non ci trovo nulla di patologico ( mia moglie che ha studiato pedagogia azzarda un mio ritorno allo stadio infantile) lo considero invece un piacevole passatempo.
In queste brevi paginette, aiutandomi con semplici disegni cercherò di spiegare dove, come,con cosa e perchè costruire un castello di sabbia. Naturalmente una volta acquisita una certa tecnica si potrà "scolpire" di tutto, con la sola limitazione della fantasia...e della stabilità della sabbia!
Ho detto "scolpire" perchè in effetti si procede come una scultura, da un cumolo di sabbia bagnata e pressato si estrae ciò che la fantasia ci comanda. Buon divertimento...

castelli di sabbia
castello di sabbia Giulianova
uno dei primi castelli di sabbia a Tortoreto TE

La sabbia
composta da particelle più o meno grandi di minerali e rocce è importante che sia esente da conchiglie, sassi, alghe o frammenti di altri materiali. Costruire castelli di sabbia è un divertente gioco dei bambini al mare (l'immagine mostra una costruzione fiabesca), ma rappresenta anche un interessante problema di fisica. Come si verifica banalmente sulla spiaggia, la sabbia umida è più stabile di quella secca, ma per capire da dove deriva questa maggiore stabilità bisogna sapere che succede quando la sabbia è bagnata.
Le particelle di sabbia hanno dimensioni che variano tra 0,05 e 2 mm e possiedono una forma irregolare, erosa da milioni di collisioni. Quando la sabbia è asciutta, l'attrito tra le particelle garantisce una debole forza di coesione, che però non basta a contrastare la forza di gravità, che fa cadere i cumuli di sabbia. L'aggiunta di acqua cambia notevolmente le proprietà della sabbia: la coesione tra i granelli umidi aumenta di molto grazie alla forza di attrazione che si instaura tra le molecole di acqua che circondano i granelli. Questa forza si chiama tensione superficiale ed è una caratteristica dei liquidi: le molecole superficiali sono attratte verso l'interno dalle molecole sottostanti. Si tratta della stessa forza che trattiene gli insetti sulla superficie di uno stagno o che permette a un liquido di fuoriuscire un po' dal bordo di un bicchiere senza caderne fuori. La tensione superficiale agisce pertanto come un elastico, un collante, tra i grani di sabbia, creando una forza di attrazione tra essi che è assente nella sabbia asciutta. Quando si bagna la sabbia, ogni goccia d'acqua 'cerca' il contatto con la superficie di due o tre granelli; la tensione superficiale fa poi sì che si creino piccolissimi 'ponti' lungo i quali si trasmette la forza di attrazione che rende compatti i grani. La costruzione di un castello di sabbia stabile necessita del giusto rapporto tra acqua e sabbia: troppa poca acqua non è sufficiente a contrastare con la tensione superficiale la forza di gravità e i castello cade; viceversa, troppa acqua dissolve i 'ponti' creati dalla tensione superficiale e il castello diventa fanghiglia.
I granelli di sabbia più fini garantiscono una coesione maggiore: i litorali più adatti sono pertanto quelli bassi, dove c'è un continuo rimescolamento delle acque. Il sale contenuto nell'acqua di mare contribuisce a tenere saldo il castello, grazie al suo effetto collante, che si mantiene anche quando l'acqua comincia a evaporare: tale effetto è ben noto a tavola, dove nelle saliere il riso aggiunto serve ad assorbire l'umidità, per evitare che i granelli di sale si uniscano e formino grumi.
I materiali granulari come la sabbia hanno interesse fisico perché si comportano al tempo stesso come un liquido e come un solido: per esempio, la sabbia asciutta in un secchiello può rovesciarsi come un fluido ma può anche sostenere il peso di un sasso posto sulla sua superficie, anche se il sasso è più denso della sabbia. Questa proprietà li rende interessanti in diversi campi di applicazione, per esempio in quello industriale e farmaceutico. Anche la NASA ha spedito campioni di sabbia nello spazio a bordo di alcune sonde per studiarne le proprietà in assenza di gravità, in particolare per sperimentare se la coesione che la sabbia manifesta sulla Terra si mantiene anche nello spazio.
Anche la sabbia corallina non è idonea all'uso che ne dobbiamo fare.
E' basilare infatti che abbia la proprietà di compattarsi facilmente una volta bagnata. La sabbia fine di fiume è in assoluto la migliore perché ricca di argilla e dunque trattiene più l'umidità che consente alle singole particelle di aggregarsi tra loro.
Spiegare il perché la sabbia una volta bagnata e pressata si lasci tagliare, modellare è un serioso discorso che francamente non voglio affrontare. Prendiamolo come un dato di fatto, come quando osserviamo un enorme aereo decollare e volare. Pochi sanno come e perché vola ma vola e questo ci basta.
Per essere sicuri se ci troviamo in una buona zona dove iniziare il nostro lavoro non c'è niente di meglio che prendere un po' di sabbia bagnata e compattandola formare una sfera.
Lanciamola in aria e riprendiamola più volte: se rimane integra la sabbia è buona per iniziare il lavoro.
Non bisogna comunque scoraggiarsi se la spiaggia dove trascorriamo il nostro giorno al mare è inidonea per la presenza di troppi sassi od altro; spesso basta spostarsi di poche decine di metri per trovare il posto giusto .
Prima di iniziare la nostra opera è estremamente importante valutare il luogo dove iniziare l'opera.
Sappiamo benissimo che la nostra sarà una costruzione destinata a durare poche ore e che la prima bambina lasciata sola dalla madre cercherà in tutti i modi di distruggere prematuramente il nostro sudato lavoro, ma vi assicuro per esperienza personale che un castello di sabbia se costruito in una zona idonea può durare anche dei giorni.
Valutate per prima le maree, non c'è niente di peggio che vedere tutto il lavoro incompiuto divorato dall'alta marea.
Altra valutazione sono le onde.
Io ho un semplice accorgimento: osservo le onde per qualche minuto poi comincio a lavorare ad un metro, un metro e mezzo dall'onda più avanzata.
Certo non è un metodo infallibile, il moto ondoso può crescere e portare via tutto, ma vuoi mettere il gusto di lavorare sulla battigia…

2° Il luogo giusto:

: prima di iniziare la nostra opera è estremamente importante valutare il luogo dove iniziare l’opera. Sappiamo benissimo che la nostra sarà una costruzione destinata a durare poche ore e che la prima bambina lasciata sola dalla madre cercherà in tutti i modi di distruggere prematuramente il nostro sudato lavoro, ma vi assicuro per esperienza personale che un castello di sabbia se costruito in una zona idonea può durare anche dei giorni.
 Valutate per prima le maree, non c’è niente di peggio che vedere tutto il lavoro incompiuto divorato dall’alta marea. Altra valutazione sono le onde.
Io ho un semplice accorgimento: osservo le onde per qualche minuto poi comincio a lavorare ad un metro, un metro e mezzo dall’onda più avanzata.
Certo non è un metodo infallibile, il moto ondoso può crescere e portare via tutto, ma vuoi mettere il gusto di lavorare sulla battigia….
Gli attrezzi:
non è vero che occorre l’attrezzatura di un capomastro, io ho cominciato con un pezzo di plastica trovato tra la sabbia, ho continuato con gli stecchini del gelato, con le canne rotte, con qualunque cosa possa fare un taglio nella sabbia bagnata.




A Lampedusa tanti anni fa,era il 1997,ho usato una pinna in mancanza d'altro.Basta la buona volontà....

castello di sabbia a Lampedusa 1997

Voi potete subito adoperare il classico coltello da cucina, quello con il manico di plastica e la lama seghettata o liscia, il più rovinato possibile per non litigare con vostra moglie.
In seguito vi procurerete una cazzuola
( ottima per togliere la sabbia in eccesso ) un coltello a punta ( per le finestre e le porte ) ed una cazzuola piccola triangolare senza punta. Quest'ultima diventerà il vostro attrezzo preferito per le innumerevoli necessità alle quali si presta.
Il secchiello di plastica di vostro figlio o del figlio della vostra vicina di ombrellone è essenziale, a costo di far piangere il pargolo ve ne dovete impossessare, vi spiegherò più avanti come utilizzarlo.
Può esser utile,ma non essenziale,uno spruzzino pieno d'acqua per mantenere umida la sabbia specialmente delle punte e dei fregi più piccoli che tendono ad asciugarsi prima sotto l'azione del vento e del sole.
4° Il progetto:

a meno che non vogliate costruire il Colosseo o piazza S.Pietro non è necessario un vero e proprio progetto.. Seguite la vostra fantasia.
 Vi dirò come procedere più avanti ma non scoraggiatevi se una torre o un bastione vi franerà, basterà modificare un poco il vostro lavoro anche senza ricostruire una torre per avere comunque un ottimo risultato.
Ricordate sempre che un castello non si costruisce veramente, si scolpisce partendo dalla parte più alta per scendere fino alla parte più bassa.
Ancora qualche consiglio: ricordate che la sabbia bagnata e ben compattata ,esente da sassi,conchiglie,pezzi di carta o peggio plastica, è facilmente lavorabile con un coltello.
Non abbiate paura di effettuare tagli verticali con una certa tranquillità. Per i tagli obliqui bisogna fare attenzione,cominciare dalla parte esterna portando via una una porzione e proseguire verso l'interno.
Altrettanta attenzione ai tagli orizzontali (spianare una torre rotonda): togliere un pò di sabbia alla volta con rapidi e sottili tagli.
Non preoccupatevi se una parte del lavoro improvvisamente vi crolla.
Se il disastro è accaduto ad un pezzo importante del vostro progetto abbiate la pazienza di ricostruirlo,altrimenti se si trattasse di una parte trascurabile
cambiate semplicemente lo schema,una porta o una casetta può benissimo stare da un'altra parte.
Le scale , i gradini daranno un tocco in più alla vostra opera.
Io adopero una mia tecnica,tutta personale,facile ma molto efficace. La spiegherò in seguito. Ricordatevi sempre di iniziare le rifiniture dall'alto verso il basso.
Prima le finestre, le porte, solo alla fine gli scalini per evitare che la sabbia cadendo "sporchi" il lavoro già fatto.








Altro modo per distruggere un castello di sabbia.In questo caso una piccola ruspa ha impiegato un secondo per distruggere il lavoro di ore.

come distruggere un castello di sabbia

Distruggere un castello di sabbia
 Quando vedrete una bambina di circa cinque- sei anni accostarsi furtivamente alla vostra opera, cominciate a preoccuparvi.
Comincerà a girarci intorno ,saggerà il terreno con i piedini, si guarderà un pò attorno per vedere se è osservata poi...con un salto felino piomberà sul castello distruggendolo in un attimo.
I maschi di solito sono meno pericolosi , più curiosi ma meno distruttivi. Gli adolescenti poi sono generalmente entusiasti e desiderosi di imparare.
Per mia esperienza ho visto anche papà trentenni massacrare una bella opera solo perchè forse consapevoli di non poter accontentare il pargolo che reclamava un castello tutto suo. Prendete il tutto con filosofia;
scolpire qualcosa di bello deve essere per prima cosa una vostra personale soddisfazione.

Precauzioni .  Ci si appassiona rapidamente ed il tempo sembra trascorrere in un attimo. A meno che non abbiate già un'abbronzatura "tropicale" copritevi la testa con un cappellino e indossate una maglietta. Proteggete i vostri bambini con delle creme adeguate. Non permettete l'uso di coltelli
ai bambini, potranno trovare soddisfazione anche con un semplice stecchino da gelato. Non lasciate oggetti potenzialmente pericolosi sulla spiaggia ( legnetti, coltelli, attrezzi in generale).Una volta distrutto il vostro lavoro rimettete a posto l'arenile livellando la sabbia e coprendo eventuali buche.

egimor@tin.it

pulsante avanti

costruire castelli di sabbia | la sabbia,gli attrezzi... | le porte, finestre, scale | la cupola,le casseforme | le foto dei miei castelli | le foto dei miei castelli 2 | particolari castelli di sabbia | le vostre foto | le vostre foto 2 | attrezzi per scolpire castelli di sabbia | fotografare una scultura di sabbia | Foto Scardecchia | presepe di sabbia 2014, 2011 , 2010 | organizzare una gara di castelli di sabbia | gara castelli di sabbia 2017 | note legali | Siti Amici | Mappa del sito

Cerca

Torna ai contenuti | Torna al menu